Home

METEOROLOGIA

ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA

A cura del

SERVIZIO AGROMETEREOLOGICO REGIONALE PER LA SARDEGNA - S.A.R.

In questa pagina potete trovare le previsioni meteorologiche dettagliate valide per la serata e per la giornata di domani.

La Sardegna è stata suddivisa in sette zone omogenee sia da un punto di vista orografico che meteorologico.

Il bollettino ha due emissioni giornaliere. La prima, disponibile verso le 8:00 CET, è interamente basata sul modello meteorologico BOLAM operativo presso il SAR, o, in assenza di esso, sul modello ECMWF. La seconda, disponibile intorno alle 12:00 CET, viene prodotta dal gruppo di previsori del SAR attraverso l'utilizzo di tutti i dati disponibili.


Per accedere alle previsioni, selezionate la zona 2 della carta:

- Zona 1: Nord Ovest Sardegna (Sassari)

- Zona 2: Nord Est Sardegna (Olbia)

- Zona 3: Centro (Nuoro)

- Zona 4: Sud Est (Perdasdefogu)

- Zona 5: Centro Ovest (Oristano)

- Zona 6: Sud Ovest (Iglesias)

- Zona 7: Sud (Cagliari)

Casella di testo: SETTORE NORD-EST
L'allerta meteo indica situazioni meteorologiche che, a secondo del grado crescente che l'allerta meteo stessa assume, possono destare preoccupazione o creare notevoli disagi a persone o danni a cose.

Essa è segnalata:

  1. con il colore  GIALLO  (di 1° grado = rischio moderato) per indicare la possibilità che si verifichino condizioni meteorologiche di lieve o moderato disagio o fastidio;

  2. con il colore  ARANCIO  (di 2° grado = rischio forte) per segnalare l'eventualità che alcuni fattori meteorologici possano procurare disagi anche forti alla popolazione o danni rilevanti alle cose;

  3. di colore  ROSSO  (di 3° grado = rischio molto forte) per evidenziare il rischio di avversità meteorologiche che possono anche arrivare a compromettere l'incolumità delle persone, oltre che arrecare forti danni alle cose.

Il grado di allerta è segnalato secondo le modalità sotto riportate:

Grado di allerta Rischio di disagi o danni Significato
0 nessuno

nessuna allerta: bel tempo o condizioni meteo non sfavorevoli

1 debole

a) vento forte o raffiche intense di vento

b) sbalzi termici, moderate ondate di caldo o di freddo

c) riduzioni della visibilità per foschie dense o nebbie

2 moderato

a) freddo intenso, caldo intenso;

b) afa;

c) temporali di forte intensità, allagamenti

d) nevicate, brinate

3 forte

nubifragi, trombe d'aria

 

LO STATO DEL VENTO

Forza del vento

Intensità del vento

Scala Beaufort

Effetti del vento sulla terraferma

0

vento assente, molto debole o debole di direzione variabile

Calma di vento

bonaccia, il fumo sale verticalmente

1

Bava di vento

la direzione del vento è indicata dal fumo ma non dalle banderuole

2

vento debole

Brezza leggera

si sente il vento in faccia e la banderuola si muove

3

Brezza tesa

le foglie ed i piccoli rami si muovono

4

vento moderato

Vento moderato

si sollevano carta e polvere, si muovono i rami più sottili

5

Vento teso

incominciano ad oscillare i piccoli alberi

6

vento forte

Vento fresco

si muovono i grossi rami, è difficile usare l'ombrello

7

Vento forte

si muovono i grossi alberi, difficoltà a camminare controvento

8

vento

molto forte

Burrasca

si rompono i rami degli alberi, è molto difficile camminare all'aperto

9

Burrasca forte

cadono le tegole dai tetti

10

raro sulla terraferma; sradicamento di alberi e danni ai fabbricati

11

danni gravi ai fabbricati e devastazioni

12

danni ingentissimi

Provenienza

Nome locale

del vento

calma di vento

nord-ovest Maestrale
nord/nord-ovest
nord Tramontana
nord/nord-est
nord-est

Greco

(o Grecale)

est/nord-est
est Levante
est/sud-est
sud-est Scirocco
sud/sud-est
sud

Mezzogiorno

(o Ostro)

sud/sud-ovest
sud-ovest Libeccio
ovest/sud-ovest
ovest Ponente
ovest/nord-ovest
          LA ROSA DEI VENTI - (LA BUSSOLA)

 

LO STATO DEL MARE

Scala Douglas

Forza del mare

Stato del mare

Altezza media delle onde (espressa in metri)

Effetti del vento sul mare

0

calmo

0

"Bonaccia", mare calmo liscio come l'olio

1

 quasi calmo 0 - 0,10

Sulla superficie si formano piccole increspature senza tracce di schiuma

2

poco mosso 0,10 - 0,50

Le onde sono piccole, evidenti ma corte, e non rompono

3

mosso 0,50 - 1,25 Più lunghe delle precedenti, le onde possono avere piccole creste che iniziano a rompersi e creare biancori di schiuma.

4

molto mosso 1,25 - 2,50

Onde conformi costanti che mostrano creste che frangono

5

agitato 2,50 - 4 Nascono le prime onde grosse, con creste che hanno una dimensione maggiore e che biancheggiano (cavalloni)

6

molto agitato 4 - 6

Movimento più intenso del mare con onde più lunghe che crescono e la schiuma viene sollevata dal vento

7

grosso 6 - 9

Le onde sono alte e le creste rotolano su se stesse con spruzzi che si sollevano

8

molto grosso 9 - 14

Le onde molto alte hanno creste e schiuma che si mescolano sotto la spinta del vento, il mare biancheggia rotolando

9

tempestoso oltre 14

Le onde sono altissime e il mare è tutto una schiuma, con il vento che crea un perpetuo pulviscolo

 

Lo stato del mare erroneamente detto "Forza 10" non esiste.

 

IL BACINO DEL MEDITERRANEO CENTRALE

   
     
La Meteorologia.
     
 

Il Metodo Sinottico.

Il metodo sinottico consiste nel rappresentare su carte geografiche le proprietà fisiche  dell’atmosfera avvolgente la Terra, analizzandone la sua struttura tridimensionale.

In pratica il metodo è impostato in modo tale da approntare e studiare successive rappresentazioni artografiche a intervalli di tempo e di livelli prescelti, allo scopo di esaminare l’evoluzione degli elementi fisici e di estrapolare le loro tendenze nel futuro.

La maggior parte delle carte sono elaborate tanto al suolo quanto in quota, seguendo la norma di conservare la medesima scala, onde rendere quanto più possibile completa la rappresentazione tridimensionale dei fenomeni fisici dell’atmosfera. Una caratteristica essenziale dell’analisi manuale deve essere la ricerca di strutture, o l’uso di concetti relativi alle strutture, ove per strutture s’intendono depressioni, anticicloni, saccature, promontori, fronti, ecc.

Vediamo allora come è opportuno procedere per effettuare una buona analisi sinottica.
Cominciamo col considerare le carte in quota e più espressamente la topografia di 500 hPa, solitamente considerata la carta base di ogni processo d’analisi.

Sappiamo che nelle correnti occidentali si presentano moti di due scale ben distinte: una è quella delle onde lunghe o di Rossby con saccature fredde e promontori caldi e l’altra è quella delle onde corte od onde cicloniche. Queste ultime onde sono di piccola ampiezza e si muovono rapidamente.

Solitamente le famiglie di cicloni, intimamente legate alle onde corte, si stabiliscono tra le saccature e i promontori delle onde lunghe e nella loro evoluzione sono in larga misura guidate dalle configurazioni a grande scala di queste ultime. Quindi innanzitutto bisogna porre una particolare attenzione nell’esaminare queste zone facilmente individuabili sulla topografia di 500 hPa. L’analisi deve evidenziare l’eventuale presenza di baroclinicità come sfasamento tra il campo delle isoipse ed il campo delle isoterme. Elemento fondamentale da considerare è l’avvezione di vorticità: essa non è facilmente rilevabile dalle comuni carte sinottiche in quanto legata a numerosi e svariati fattori; tuttavia con riferimento alla topografia di 500 hPa si può dire questo: normalmente l’avvezione positiva di vorticità si ha davanti agli assi di saccatura. L’esperienza mostra che quando ha luogo uno sviluppo ciclonico al suolo, la località è quasi invariabilmente davanti ad una saccatura in quota. E’ stato trovato inoltre che la maggior parte delle ciclogenesi al l.d.m. ha luogo quando l’area di avvezione di vorticità avanti ad un asse di saccatura che avanza è sovrapposta ad un fronte quasi stazionario o che si muove lentamente.

Altro elemento da considerare è l’eventuale divergenza sottovento delle isoipse. Si vede comunemente come esista una tendenza per l’avvezione di vorticità ad essere concentrata in vicinanza degli assi di saccatura con ingresso confluente ed uscita diffluente. Del resto la pressione in ogni punto della superficie terrestre riflette il peso della colonna sovrastante. Per avere una caduta di pressione al suolo al fine di creare un ciclone, un certo ammontare d’aria deve essere rimosso da tale colonna. Ne segue che se al suolo la pressione cade, nei livelli superiori si deve avere divergenza.

Molto utili al fine di determinare le zone di produzione di vorticità sono anche la carta delle velocità verticali e quella della troposfera più elevata, nonché la carta del getto.
Qualora la carta delle velocità verticali non sia disponibile è possibile effettuare un’analisi delle distribuzioni del gradiente termico verticale e della umidità dai comuni sondaggi termodinamici. Solitamente lo sviluppo ciclonico ha luogo quando c’è un minimo di stabilità, un massimo di umidità ed un basso livello di condensazione. L’importanza della carta del getto invece, risiede anche nel fatto che l’avvezione di vorticità è proporzionale al quadrato della velocità del vento e quindi nella corrente a getto, o meglio, nelle sue vicinanze, l’avvezione di vorticità sarà molto grande. Inoltre si è visto che normalmente l’asse del getto giace parallelamente alla superficie frontale, mediamente sulla verticale della zona d’intersezione tra la superficie frontale stessa e la 500 hPa, ed anche questa informazione deve essere tenuta in considerazione nella localizzazione delle discontinuità frontali.

 

LA CARTA DELLE TENDENZE.

Le linee che uniscono punti aventi uguale variazione della pressione atmosferica in un intervallo prefissato di tempo, prendono il nome di isallobare. In particolare le isallobare dell’intervallo di tre ore si dicono tendenze barometriche.

La carta delle tendenze fornisce utili elementi all’analisi, in quanto i nuclei delle tendenze sono legati alle discontinuità frontali. In un sistema frontale di nuova formazione, il fronte caldo coincide con la linea di tendenza massima il cui disegno ha forma rotondeggiante ed il fronte freddo con la linea di tendenza nulla tra 1’abbassamento anteriore e l’innalzamento posteriore; il settore caldo corrisponde ad una zona di debole variazione negativa.

Il fronte occluso coincide con la linea di variazione negativa il cui disegno ha forma grossolana d’ellisse schiacciata.

Consideriamo infine le informazioni da satellite che stanno assumendo sempre più importanza nell’analisi.

LE IMMAGINI DAL SATELLITE.

La proprietà principale delle immagini delle nubi riprese da satellite è la globalità, il che permette la ricerca di strutture dei cicloni, dei fronti, delle correnti a getto, ecc. e permette l’uso di queste informazioni in analisi sinottiche ove i dati convenzionali sono assenti. Le immagini hanno confermato nelle linee essenziali la tipica struttura frontale delle depressioni extra-tropicali.

Attualmente esse sono usate in modo sistematico non solo per determinare la posizione dei fronti in aree carenti di dati e per confermare la validità dell’analisi in zone con buona densità di dati, ma anche e proprio per visualizzare aree nuvolose ed aree di tempo perturbato. Per quanto riguarda l’interpretazione ed il significato delle immagini ai fini dell’analisi, si può dire questo: nelle immagini riprese nel visibile si misura la radiazione riflessa dai vari corpi condensati. Il mare è l’oggetto più scuro; la riflettività del suolo varia con la sua composizione e lo stato della vegetazione; la neve ha altissima riflettività; le nubi hanno riflettività generalmente alta, variabile fra quella dei cirri semi-trasparenti e quella dei cumulinembi, che sono gli oggetti più luminosi del sistema terra-atmosfera. Queste immagini permettono al meteorologo di percepire la forma complessiva del sistema nuvoloso, il che consente appunto l’identificazione immediata dei classici sistemi di tempo come i cicloni tropicali, i fronti, le correnti a getto, ecc.

Nelle finestre atmosferiche del medio infrarosso si osservano ancora tutti i corpi condensati con la loro forma, come nel visibile, col vantaggio che l’osservazione è possibile anche di notte. Ma in più, anziché rilevare la riflettività dei corpi, rileva la loro temperatura. Così è possibile discriminare fra i vari tipi di nube attraver