16 giugno 2009 / La Nuova Sardegna - di Serena Lullia

Al via il G8, quello dei poveri

Alla Maddalena summit delle associazioni della «Carta di Zuri»

 

L’isola perde il summit dei grandi della terra, ma conserva il G8 dei poveri. Il trasloco del vertice in Abruzzo non ha modificato i programmi delle associazioni unite nella “Carta di Zuri”. Domani dalla colonna Garibaldi si snoderà il corteo per la lotta alla povertà.

 
   
 

Sono attese oltre 800 persone per la manifestazione di domani mattina, durante la quale verrà lanciato un messaggio di non rassegnazione alla povertà. Una “bertula”, “su pani”, la “magna carta” della lotta sarda alla povertà tradotta in 50 lingue, una targa ricordo, saranno i quattro simboli del G8 dei poveri, una manifestazione che vuole dare continuità alle lotte per i diritti dei cittadinanza e contrastare in Sardegna come in Italia il fenomeno delle povertà. «Con o senza G8 alla Maddalena - spiegano i promotori dell’iniziativa - la lotta alla povertà e la ricerca del bene comune devono diventare obiettivi prioritari. I dati di questo fenomeno nell’isola sarda sono preoccupanti. Il 22,9 per cento era l’incidenza della povertà delle famiglie sarde nel 2007, più di 370 mila persone costrette a vivere in condizioni di disagio. La crisi dell’economia a livello mondiale e la crisi in Sardegna fanno pensare che le cifre del 2008 sono sicuramente in crescita». Domani a Cala Gavetta sono attesi centinaia di manifestanti. Alle 10,30 partirà il corteo aperto dalle associazioni della “Carta di Zuri”, Acli, Cisl, Uil, Coldiretti, Pastorale del Lavoro, Caritas diocesana. A seguire le bandiere dei rappresentanti di 50 nazioni di origine dei lavoratori immigrati in Sardegna. I lavori del G8 si svolgeranno nell’istituto San Vincenzo. Porteranno i saluti il sindaco Angelo Comiti e il vescovo Sebastiano Sanguinetti. Attesi anche gli interventi del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, del vescovo emerito di Ivrea Luigi Bettazzi, dei rappresentanti delle fabbriche sarde in crisi, del volontariato sociale, dei pensionati. L’obiettivo è catturare l’attenzione del mondo della politica e dei cittadini verso i problemi delle classi deboli. «Serve un piano mondiale per l’occupazione, con al centro i diritti della persona, l’estensione degli ammortizzatori sociali - concludono gli organizzatori -, investimenti più consistenti nell’economia verde e nei servizi sociali. Chiediamo a Regione, Stato, Unione Europea di promuovere nuove politiche e misure per la famiglie, i giovani, gli anziani. Per dire no alla povertà».

 

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16 giugno 2009 / Guardiavecchia

Lotta alla povertà e dei diritti dei popoli.

Alberto Bottoni – maddalenino - organizzatore e partecipante al G8.

 

Ci sarà Ugo Cappellacci, domani sabato 20 giugno, a La Maddalena, al G8 dei Poveri, insieme all’arcivescovo Luigi Bettazzi e al vescovo di Tempio Sebastiano Sanguinetti. La presenza del governatore della Sardegna già preannunciata da alcuni giorni nel programma della manifestazione è stata confermata. E sarà la sua prima volta sull’isola nella quale la Regione ha proprietà milionarie ed interessi di tutto rilievo considerato che le grandi opere quasi ultimate del G8 (poi trasferito all’Aquila) sono regionali. per quanto riguarda il ‘G8 dei Poveri’, lotta alla povertà e dei diritti dei popoli, ad organizzarlo sono i sottoscrittori della Carta di Zuri, località dove il 27 settembre del 2008 associazioni, semplici cittadini, organizzazioni di volontariato, Acli, Cisl, Uil, Coldiretti, esponenti della Pastorale Regionale del Lavoro e della Caritas della Sardegna, rappresentanti di quaranta popoli ed etnie diverse, immigrati e residenti in Sardegna, hanno firmato la ‘Carta di Zuri’ appunto,  impegnandosi perché la lotta alla povertà ed il bene comune diventino obbiettivi prioritari nell’esercizio dei diritti di cittadinanza e perché ogni persona abbia  diritto ad un lavoro ed a una vita dignitosi.

 

  

Alberto Bottoni, maddalenino, Segretario Generale della Federazione Pensionati CISL Sardegna, in qualità di partecipante e organizzatore del convegno G8 dei poveri:

“Quello che doveva tenersi qui a La Maddalena era il G8 dei grandi della Terra, si t iene invece, per rispetto agli impegni presi e per coerenza, un G8 che vuole dare voce ai più deboli, coloro i quali non hanno potere, non hanno peso politico, ma che rappresentano la stragrande maggioranza delle persone che abitano il nostro pianeta. L'appuntamento del "G8 dei poveri" assume una dimensione internazionale grazie alla partecipazione della Chiesa e delle delegazioni degli immigrati che, per lavoro o per scelta di vita, abitano nel nostro Paese. Fatta questa premessa, in qualità di rappresentante dei pensionati, mi sembra opportuno fare un breve accenno alla situazione in cui si t rova, in Italia, la nost ra categoria, che, con la disoccupazione e la precarietà del mondo giovanile, rappresenta l’alt ra faccia di una stessa medaglia. Le pensioni sono ferme dal 1992 per effetto della Legge 503 ed hanno perduto il 35% del loro potere d’acquisto. Con il governo precedente, dopo aver manifestato e protestato, riuscimmo ad ottenere la 14^ mensilità per le pensioni contributive più basse e con un accordo di legislatura il ritocco di tutte le pensioni.

Il Governo attuale invece di dar seguito a quell’accordo si è inventato “la social card”, dando corso ad un welfar caritatevole, umiliando così la persona che si deve certificare come indigente. Non possiamo e non vogliamo accontentarci di elemosine, servono anzi urgono, azioni efficaci e decisive di lotta cont ro la povertà. Rappresentiamo 5 milioni di pensionati che vivono con 500 euro al mese, altri 3 milioni e mezzo sotto i 750 euro e ben 3 milioni di non autosufficienti, in totale 11 milioni e mezzo di persone che vivono ai limiti della sopravvenienza. Le persone arrivano a risparmiare su tutto: c’è chi non accende il riscaldamento; chi va ad abitare con i figli o i figli vanno ad abitare dai genitori perché impossibilitati a pagare l’affitto. In Sardegna, l’ISTAT certifica in 377 mila le persone che si collocano al di sotto della linea di povertà, nel 2004 erano stimate in 251.105.Per questo ed altro l’11 giugno abbiamo manifestato a Roma in 70 mila, abbiamo atteso un anno, per non essere accusati di essere schierati politicamente, che il governo ci convocasse per discutere tesi e soluzioni per arginare questi problemi e dare risposte a chi vive nell’incertezza e nell’indigenza. Il tempo di at tesa per noi è finito: a settembre, unitariamente a CGIL e UIL riprenderemo le mobilitazioni, il disagio sociale cresce e male fa il Governo a non percepire quanto avviene nel Paese”.

Il Programma:

10.15: Incontro e raduno presso la Colonna Garibaldi;

10.30: Partenza del corteo verso Piazza Umberto I°;

11.00: Apertura dei lavori a cura del rappresentante della Carta di Zuri presso l’Istituto San Vincenzo;

Saluti:

Sindaco di La Maddalena

S.E. Mons. Sebastiano Sanguinetti

Interventi:

Presidente Regione Sardegna On. Ugo Cappellacci;

Ambasciatore della Repubblica del Senegal

S.E. Mons. Luigi Bettazzi

Rappresentante 50 nazionalità immigrati

Rappresentante delle aree e fabbriche in crisi

Rappresentante del volontariato sociale

Rappresentante dei pensionati - Alberto Bottoni.

Cerimonie:

De sa Bertela de su pane

Apposizione di una targa ricordo.